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La scuola tinta di nero

Se in questi ultimi mesi dal fronte della scuola pubblica giungevano notizie sconfortanti e avvilenti ora iniziano ad arrivare notizie drammatiche: la morte di un bambino di 4 anni, soffocato mentre mangiava, avvenuta nell’istituto comprensivo statale Minucci di via Domenico Fontana a Napoli.

Lo sconcerto di fronte ad accadimenti così tragici non impedisce di individuarne le cause che sono da rintracciare ancora una volta nello stato di progressivo abbandono in cui versa a scuola pubblica, nella quale ciò che di buono viene fatto è da attribuirsi alla buona volontà e all’abnegazione dei singoli.

Tutto ciò che accade nelle scuole pubbliche di Napoli, non accade per caso:

ci sono responsabilità ben precise per il fatto che il numero di insegnanti nelle scuole
dell’infanzia e negli asili nido non è assolutamente sufficiente rispetto al numero di bambini iscritti;

ci sono responsabilità ben precise per il fatto che gli operatori delle scuole non ricevono una
formazione adeguata sia dal punto di vista pedagogico che dal punto di vista della sicurezza:
come è possibile che per gli operatori dell’infanzia, anche quelli che lavorano negli asili nido a cui vengono affidati bambini molto piccoli, non siano previsti e obbligatori dei corsi sulle manovre di disostruzione e rianimazione pediatrica?

non si stratta di fatalità ma di omissioni; non si tratta di “destino” ma di un colpevole adagiarsi in una situazione che ormai da troppi anni si trascina nel solco del pressappochismo e della poca professionalità; non si tratta di sfortuna ma della totale assenza di una progettualità reale e di ampio respiro;

colpevole di tutto ciò è l’istituzione pubblica, sempre attiva e impegnata nella politica
dell’immagine, che parla di scuola in maniera discontinua e con annunci ad effetto ma che non
ha alcun interesse a frenare il declino inesorabile in cui essa sta sprofondando.

Ancora una volta la strada da percorrere è lottare contro questo progetto di d-istruzione, della lotta alla rassegnazione e all’indifferenza.

Avere una scuola accessibile a tutti, con un adeguato numero di operatori e adeguatamente preparati, una scuola di qualità, una scuola dove ci sia solo vita e mai morte è un diritto che oggi più che mai va rivendicato con forza.

Comunicato> Osservatorio permanente dei genitori sulla scuola pubblica a Napoli

L’Osservatorio permanente dei genitori sulla scuola pubblica a Napoli – a cui ha dato vita il Coordinamento dei genitori degli asili nido e delle scuole pubbliche napoletane formatosi in seguito alle recenti proteste – denuncia la grave situazione in cui si trovano tutte le scuole pubbliche di Napoli – asili nido, materne ed elementari. Una situazione di disorganizzazione, incertezza, precarietà, totale mancanza di informazione e programmazione che si protrae sin dall’inizio dell’anno scolastico.

In particolare al momento della ripresa scolastica dopo le festività natalizie, le scuole versano ancora in una condizione di totale incertezza su diverse questioni, nello specifico: 1. le modalità di erogazione del servizio mensa; 2. la fornitura del servizio riscaldamento; 3. le nomine delle incaricate; 4. la condizione delle strutture scolastiche; 5. l’orario di funzionamento per gli asili nido; 6. la copertura assicurativa.

1. Per la refezione: non è chiaro come funzionerà nei prossimi mesi il servizio mensa e, in particolare, quando sarà effettivamente implementato il cd. “appalto verde” e in che modo; se sarà valido per tutte le scuole napoletane e come si procederà per quelle scuole in cui non sarà possibile metterlo in essere;

2. Per il riscaldamento: non è chiaro quali sono i criteri per cui in alcune strutture il servizio è fornito, in altre non viene erogato e in altre ancora risulti funzionare in modo irregolare;

3. Per le nomine: risulta ancora poco chiaro come sia stato determinato il numero delle insegnanti incaricate, considerato che a oggi non copre il fabbisogno in diverse scuole, provocando gravi situazioni di disparità con disfunzioni della didattica ed enormi disagi tanto per le educatrici che per le famiglie;

4. Per le strutture scolastiche: non è chiaro come si intenda risolvere il problema degli interventi di manutenzione sospesi; si denuncia, inoltre, il sottoutilizzo delle strutture scolastiche dove per le più diverse ragioni non si adoperano spazi importanti per le attività e per la socializzazione dei bambini quali refettori, palestre, giardini e cucine;.

5.    Per l’orario di funzionamento degli asili nido comunali: in molti asili, a causa del numero insufficiente delle insegnanti, l’attività didattica è ridotta e non rispetta le fasce di orario stabilite per il servizio; inoltre, alcuna chiarezza è stata fatta circa l’effettivo orario di chiusura che come confermato da una circolare firmata dalla dirigente Fedele (PG/2012/9931) dovrebbe essere alle ore 16 mentre, nonostante in alcuni nidi sia stato rispettato per soli due giorni, ad oggi, di fatto l’uscita è prevista per tutti alle ore 15;

6.    Infine, per la copertura assicurativa dei bambini iscritti alle scuole non obbligatorie: ancora non è stato chiarito come si intenda risolvere il problema di un mancato accordo per le assicurazioni, motivo per cui tutti i bambini sono sprovvisti di una regolare copertura in caso di infortuni o incidenti che avvengano nelle strutture scolastiche.

L’Osservatorio permanente dei genitori chiede che il Comune di Napoli, e nello specifico l’Assessorato alla Scuola e all’Istruzione, fornisca quanto prima e attraverso canali istituzionali risposte chiare e precise sulle suddette questioni.

Come ha chiaramente dimostrato la grande confusione in cui le scuole hanno funzionato negli scorsi mesi, una comunicazione chiara ed efficace da parte del Comune di Napoli diretta ai dirigenti scolastici e ai genitori appare fondamentale e necessaria. L’Osservatorio dei genitori sottolinea, inoltre, l’importanza di una relazione di fiducia e collaborazione tra le scuole e le famiglie. In tal senso chiede che venga riconosciuto e rispettato il ruolo dei genitori come parte attiva nella definizione e nella organizzazione delle scuole pubbliche.

Inoltre, chiede che il Comune di Napoli si impegni affinché sia garantita una programmazione coerente e omogenea per tutte le scuole sul suo territorio, evitando che intervengano continuamente profonde disparità nel funzionamento delle scuole, disparità che si verificano talvolta anche all’interno delle stesse municipalità.

L’Osservatorio permanente dei genitori sulla scuola pubblica a Napoli

Napoli, 18 gennaio 2013

Info e contatti: coordinamento.genitori.napoli@gmail.com

Mezze notizie

le mezze notizie non sono come il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno.

non è che se le vedi da un’altra prospettiva cambiano del tutto.

stasera il TGR ha dato la notizia che domani – lunedì 19 novembre (!) – parte la refezione nelle scuole di Napoli, per l’esattezza solo nelle scuole statali e nelle (poche) scuole comunali che non hanno problemi di organico, tranne i quartieri di Bagnoli, Soccavo e Fuorigrotta.

Certo, è vero che oramai pare una notizia di prima pagina l’inizio della refezione a Napoli. E stiamo parlando di refezione, non dei corsi di teatro o simili…cioè di un servizio essenziale che garantisce il normale e ordinario funzionamento della scuola pubblica.

Tuttavia, forse è il caso di ricordare che:

- l’assessorato Scuola e Istruzione aveva dato come data di inizio il 5 novembre

- che finora nessuna comunicazione precisa è stata fornita alle famiglie

- che l’ultimo impegno del sindaco, a margine del presidio organizzato il 10 novembre dai genitori (vedi qui) era che massimo entro il 19 partiva la refezione in tutte le scuole con la presenza delle educatrici

- che i contratti delle maestre non sono ancora in condizione di essere firmati e le maestre, che presidiano in modo oramai quasi permanente la piazza antistante palazzo S.Giacomo, vengono rinviate di giorno in giorno. Ora, ad esempio, si attende mercoledì prossimo…

Negli asili nido, intanto, la situazione degenera di giorno in giorno. Le condizioni effettive del servizio, oramai da considerare ordinarie, non permettono alcun tipo di programmazione didattica, né tantomeno i minimi requisiti di funzionamento di qualsivoglia nido pubblico. in assenza di qualche maestra, anche per una legittima malattia, i piccoli (anche di 9-10 mesi) sono spostati di sezione in sezione. Ovunque proliferano caramelle, biscottini e cartoni per tenere buoni i bambini perché non piangano e non si facciano male (sono pur sempre senza assicurazione….).

è una situazione indecente, vergognosa come indegna è la risposta delle istituzioni, che perdono di giorno in giorno credibilità.

intanto, al di là dei servizi giornalistici, noi aspettiamo ancora risposte concrete, assunzioni di responsabilità, meno parole (e pensieri) e più azioni effettive, efficaci ed efficienti. Sono queste i parametri con cui si misura un’amministrazione pubblica.

e come se non bastasse: bambini privi di assicurazione!

In un articolo del 29 settembre la giornalista de Il Mattino Luisa Maradei denunciava la mancata copertura assicurativa delle bambine e dei bambini iscritti agli asili nido e alle scuole dell’infanzia.

A oggi la situazione non è cambiata. Tutti i bambini non hanno polizza.
Riproponiamo l’articolo e di seguito una precisazione dell’INAIL che sconfessa le dichiarazioni del Capo-Staff dell’Assessora A. Palmieri.

Il Mattino – 29 sett 2012 – Luisa Maradei

“C’è solo da augurarsi che nessun bambino si faccia male visto che il Comune di Napoli non ha ancora pagato per loro la copertura assicurativa”. La denuncia arriva dal sindacalista della Uil Annibale De Bisogno. “Parliamo di 7500 bambini tra 4 mesi e 6 anni – continua De Bisogno – che frequentano 37 asili nido e 79 scuole materne quest’anno, come mai, in condizioni particolarmente disagiate per il ritardo del servizio refezione e la carenza di personale. Alcune insegnanti devono badare anche a 10-12 bambini, molti dei quali hanno da poco imparato a camminare e il rischio che si facciano male è davvero elevato”. C’è poi il problema dei bimbi disabili. In 71 hanno iniziato l’anno scolastico senza le loro insegnanti di sostegno che aspettano ancora di essere nominate. “Questi alunni hanno bisogno di maggiore attenzione da parte di maestre che già lavorano al limite delle loro capacità”. L’ultima polizza infortuni che il Comune di Napoli ha stipulato per i suoi alunni risale al 2010. La polizza, con decorrenza 14 settembre 2010 e scadenza 14 settembre 2011, fu stipulata con l’agenzia Unipol di via Santa Brigida a Napoli dei due soci Salvatore Galante e Donato D’Angelo. Gli imprenditori confermano l’esistenza del contratto per un importo di 19.800 euro a copertura di 8.036 bambini delle scuole comunali. Praticamente 2,46 euro a bambino contro gli infortuni e altri danni derivanti dall’attività scolastica: una caduta, uno spintone di un compagno di classe, un urto accidentale che provoca ematomi, rottura di occhiali o dei denti. Avvenuto il danno, l’assicuratore provvedeva nel giro di un mese a risarcire la famiglia del minore. In mancanza di copertura non resta che fare causa al Comune di Napoli aspettando i tempi della giustizia civile. “Avevamo predisposto un contratto su misura di bambino – precisano gli assicuratori Unipol – una volta scaduto, Palazzo San Giacomo ci aveva chiesto un preventivo per l’anno successivo ma poi non ha stipulato più la polizza né con noi né con altre compagnie”. Lo conferma anche l’assessore all’Istruzione Annamaria Palmieri raggiunta al telefono mentre partecipa a un convegno a Torino: “Per problemi di bilancio l’anno scorso fu sospesa la polizza infortuni e così anche le uscite esterne furono drasticamente tagliate”. Evenienza confermata dal sindacalista De Bisogno: “Lo scorso anno molti responsabili delle scuole scrivevano ai dirigenti per farsi autorizzare alle uscite con gli alunni e, puntualmente, le loro richieste venivano respinte per mancanza di copertura assicurativa”. E per l’anno scolastico appena iniziato 2012-2013? Il capo-staff dell’assessore Palmieri precisa che comunque i bambini e le maestre sono coperte dall’assicurazione obbligatoria Inail e garantisce le che polizze assicurative sono state inserite nel bilancio pluriennale: “Abbiamo inserito le assicurazioni infortuni alunni nei Peg (piani economici di gestione) e la gara per la scelta della compagnia assicurativa è in corso di aggiudicazione”. Al momento, però, gli alunni risultano scoperti. E non è superfluo ricordare che dal dicembre 2010, con la giunta Caldoro, è venuta meno anche l’assicurazione globale a copertura di tutte le 926 scuole di ogni ordine e grado che la Regione Campania aveva stipulato sempre con la Unipol di via Santa Brigida. “In quel caso la polizza copriva un milione di studenti per morte e invalidità permanente, in istituto e anche in itinere, ossia nel tragitto casa-scuola, e durante le attività didattiche svolte in esterna (gite scolastiche, visite guidate, altro) – precisano gli assicuratori Unipol che ricordano anche un tragico episodio – dopo pochi giorni, a polizza scaduta, nel gennaio 2011, morì Federica Iacono, una studentessa quindicenne del liceo scientifico Galilei di Soccavo, perché il suo zainetto rimase impigliato nelle porte nell’autobus C12”.

Ecco poi la risposta dell’INAIL all’Assessorato Scuola e Istruzione

“L’assicurazione Inail non copre affatto i bambini dei nidi e delle scuole materne di Napoli, quello che afferma il capo-staff dell’assessore all’Istruzione Annamaria Palmieri è assolutamente falso”. La precisazione giunge da Sandro Marotta, vicario dell’ufficio istituzionale della Direzione generale della Campania e rende ancora più agghiacciante  la denuncia fatta al Mattino dal sindacalista della Uil Annibale De Bisogno. “L’Inail – prosegue l’alto funzionario – copre solo gli studenti e con ciò noi intendiamo quelli che frequentano la scuola dell’obbligo: bambini delle elementari, medie e superiori. Gli asili nido e le materne non sono scuole dell’obbligo e, quindi, l’assicurazione Inail non li copre per eventuali danni subiti nemmeno nelle aule. In assenza di altra assicurazione, alle famiglie non resta che fare causa al Comune aspettando i tempi biblici della giustizia civile”. Risultano assicurate Inail, invece, le maestre che lavorano nei nidi e nelle materne. [...]